domenica 11 agosto 2013

Aprire un bar: i requisiti del fondo commerciale e la SCIA

Le raccomandazioni dell'esperto e gestore di bar Amerigo C.

Quando decidiamo la tipologia di attività da avviare abbiamo due opportunità: rilevare un bar già esistente o crearne uno nuovo. Nel primo caso tutto sarà facilitato, le licenze commerciali non esistono più, ma pagheremo, ovviamente, il valore del locale in base al fatturato giornaliero di questo.
Se invece vogliamo creare un bar nuovo dobbiamo identificare un locale che abbia i giusti requisiti urbanistici, edilizi e soprattutto la corretta destinazione d'uso. In urbanistica si definisce destinazione d’uso di un immobile l’insieme delle modalità e delle finalità di utilizzo del manufatto edilizio. Le destinazioni d’uso sono: residenziale, commerciale e industriale. A noi interessa la commerciale. Si può cambiare anche la destinazione d'uso di un immobile richiedendo i necessari titoli autorizzativi: in mancanza di questi si genererebbe un abuso edilizio. Per verificare se un cambio di destinazione d'uso è possibile, bisogna fare riferimento alla normativa locale, ovvero, verificare se le norme di attuazione del vigente P.R.G. lo consentono per la zona in cui è ubicato l'immobile. La destinazione d'uso regola nei centri cittadini il rapporto tra attività commerciali e immobili residenziali, per questo non è consigliabile valutare bene un'eventuale cambio di destinazione che potrebbe entrare in conflitto con il piano regolatore del comune dove si intende aprire l'attività. Prima di aprire l'attività recarsi per richiedere informazioni presso il comune ove si intende aprire.

Oltre alla corretta destinazione d'uso un immobile dovrà essere in regola anche con i seguenti requisiti di agibilità:

- sorvegliabilità, ovvero l'accessibilità dei locali direttamente dalla strada o da altro luogo pubblico ai sensi del d. Ministero dell'Interno 17.12.1992 n. 564;

- rispetto dei parametri per l'eliminazione delle barriere architettoniche;

- secondo normative dei comuni, nel caso di orario protratto oltre le 22,00, rispetto dei limiti fissati per le emissioni rumorose, dimostrato attraverso la documentazione di impatto acustico;

- idoneità dei locali sotto il profilo igienico-sanitario;

- a seconda dei comuni sarà inoltre necessario disporre di parcheggi privati destinati ai clienti e sarà obbligatorio dimostrare l'entità dell'impatto sulla viabilità della zona interessata dall'intervento con la valutazione del traffico indotto dalla nuova attività.

Nei requisiti di agibilità rientrano anche i requisiti urbani che identificano l'impatto che la nostra attività avrà nel contesto preesistente. Una valutazione ponderata di questi requisiti ci eviterà dissidi con i residenti e con le altre attività commerciali già operative.

Se i bar e le attività già avviate non rispettano alcuni requisiti edilizi non importa, ma se ci accingiamo ad aprine una nuova, il locale dovrà essere perfettamente a norma, privo di barriere architettoniche, con locali ben identificati e strutturati secondo la destinazione d'uso. Ogni bar dovrebbe avere una dispensa utilizzabile come magazzino per alimenti e bevande, un deposito per prodotti e attrezzature per la pulizia; spogliatoi e servizi igienici del personale, ove presente, servizi igienici per il pubblico (2 unità divise per sesso oltre un determinato numero di posti a sedere) e infine un'eventuale zona per preparazioni alimentari. Il nostro bar dovrà possedere locali sufficientemente ampi da permettere un'agevole movimento del personale tra arredi e clientela. I locali devono essere a norma igienica per quanto riguarda la pulizia, le superfici dovranno essere facilmente disinfettabili. I locali inoltre dovranno godere di ottimale illuminazione e areazione.

Per aprire il locale sarà necessario presentare al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del comune dove si intende avviare l'attività una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), corredata di planimetrie e documentazioni attestanti i requisiti. La SCIA è la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. La SCIA, ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90, produce infatti effetti immediati. Ogni pubblica amministrazione destinataria di una SCIA deve obbligatoriamente accertare, entro 2 mesi dal ricevimento, il possesso e la veridicità dei requisiti dichiarati, adottando, in caso di riscontro negativo, i dovuti provvedimenti per vietare la prosecuzione dell'attività o sanzionare l'imprenditore che ha fornito dichiarazioni mendaci. La SCIA si trasmette, nella maggioranza dei comuni, in modalità telematica.


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